venerdì 13 aprile 2012

fredda manipola

Mi svendo al mercatino delle pulci
la mia anima di carta stropicciata Stordita dalle mie trasformazioni
Mi manipoli psicologicamente
così mi svendo in una bancarella
perdendo il rispetto di me
per non darmi peso e valore
non prendermi troppo sul serio
non credere che sono speciale
non fingere di essere diversa.
Fuggo dal mio cervello
per non subire la tua guerra



mercoledì 11 aprile 2012

Polvere

Lo sai che Penso?
Che lo spazio non esiste,
esistono solo margini, confini e qualcosa di polveroso che si disperde nell'aria.
Resto immobile, guardo,
penso,
in un angolo ci sei seduto tu, che mi guardi.
Da lontano mi osservo ma non dici nulla
posso solo sentirti come una forza muta che mi comprime.
Una cosa sottile si è poggiata sulla mia mano
sottile come un velo di tulle
è così pesante che non posso muovermi
un'esile trama mi trattiene con il peso per terra.
E non capisco niente
non sento niente.
E non voglio altro che niente.

venerdì 6 aprile 2012

A Parigi.

E vago nella notte, mentre tutto tace circuito da lunghi mattoni.
Io in tutto questo silenzio ci sguazzo, come fosse sempre stata la mia umile casa.
Poi tu arrivi sempre all'improvviso. Cosa fai? Cha Faccio? Io non lo so.
Trascorrendo.
In fondo non faccio che fumare e fumare e  bere a volte, trascorro così.
A Parigi proprio ieri ci sono stata, di notte.

Non taceva nulla.

Che hai detto?
Un'espressione bislacca mi fa interpretare un'incomprensione tale da astrarre il linguaggio al di la di se.

Adesso muoio.






Passaggi.

Un corpo aggrovigliato giace accanto a me nel letto, riverso su di un lato. 
Un corpo vuoto è poggiato all'armadio.
Carcasse di anime in pena.
Il mio naso gocciola stoviglie rotte da un cassetto, piange liquida materia frantumata. Briciole. Alberi nel mio petto si muovono, fioriscono, si spogliano al passaggio del vento. 
Socchiudo gli occhi e mi perdo in un canto, non vedo l'alba di nuovo.
Questo corpo non mi appartiene. Questo mondo si prende gioco di me. 
Ma sono così bello, guarda
ascoltami in un passo di danza
leggi questo canto di grazia
sentimi, sono qui.
Sono sempre stato qui,
qualcuno mi teneva nascosto nell'armadio,
ma potevi respirare il mio profumo,
ascoltare il mio canto.
Ciò che vedi è una mera illusione,
io esisto?

giovedì 5 aprile 2012

Felicità

Nessuna medicina è migliore del lavoro!
Sono felicissima come prima, più di prima!
Cattivi pensieri addio!

Progetti per il futuro prossimo.

Io e Fragile dobbiamo fare un sacco di lavoro, se la giornata sarà buona, cominceremo oggi. Lo so che questo non è il blog di Fragile...ma è un lavoro sulla città, poi qui inserisco i progetti embrionali, nell'altro spazio, i progetti finiti del Fragilot'.
Ci siamo fatti quattro pere tra Rousseau e Zolla e stamattina vogliamo lavorare! Siamo abbastanza drogati!
Il progetto si chiamerà Attraverso.
Trascino la mia anima noncurante d'essa. La trascino e non me ne curo.
Una carcassa senza pace strattonata dal proprio corpo, il contenitore...che cammina vuoto, trascinando con se il contenuto, indifferentemente...
Oggi forse cominciamo e siamo felici. :-)


Questa cosa orribile, che fa veramente impazzire: che se siete accanto a un altro, e gli guardate gli occhi [...] potete figurarvi come un mendico davanti ad una porta in cui non potrà mai entrare: chi vi entra, non sarete mai voi, col vostro mondo dentro, come lo vedete e lo toccate; ma uno ignoto a voi, come quell'altro nel suo mondo impenetrabile vi vede e vi tocca. (Pirandello - Enrico IV)


L'uomo è nato libero ma ovunque è in catene. - Rousseau

Jean Jaques Rousseau, un altro amico mio. Sono sempre criticata per il mio amore per Rousseau, soprattutto chi è più politicizzato, mi critica perchè pare fosse il precursore del nazionalismo...mi dicono tutti la stessa cosa ed io non rispondo...penso che loro lo abbiamo solo studiato a scuola, penso che non l'abbiano mai letto un suo libro.
Avete mai letto Le fantasticherie del passeggiatore solitario? E' un'opera incompiuta di Rousseau perchè scritta durante i suoi ultimi due anni di vita, ma non arrivò a terminarla.
Io mi rivedo nelle sue passeggiate bucoliche durante il suo esilio al castello di Ermenonville. Descrivendo il suo passeggiare lento, osservando le piante in solitudine, respirando lentamente non curandosi di niente e di nessuno. Ora sono lontane le umiliazioni subite a corte per i tuoi abiti grotteschi o i tuoi pensieri, così lontani da tutti. Come venivi frainteso. Ma forse, ciò che avresti desiderato più di ogni altra cosa al mondo, è essere compreso così, semplicemente, senza pensieri, senza parole.
Caro amico mio, vorrei essere li con te a Ermenonville. Ti abbraccerei forte senza dirti nulla, e me ne andrei con gli occhi colmi di gioia e lacrime.
Quelle che tu hai subito sono violenze. Quando racconti il tuo dolore, io mi sento come te. Un dolore mai provocato da me, ma sempre dall'incomprensione altrui. Ma poi mi ritiro, e torno a te, ai miei amici defunti, e mi ricordo, scrivo, lavoro, non sono più sola.
L'incomprensione è la peggiore delle violenze. Un'arma muta, silenziosa che ti affligge con cattiveria. Quando ne sveli il meccanismo, ti senti disperso.
Tutto in silenzio.

E come te amico mio, vorrei scomparire e dissolvermi.