giovedì 2 maggio 2013

Sei troppo sensibile, buona, altruista dolce e cretina.

Il rosario le cadde ai pedi di un letto d'ospedale, si chinò per raccoglierlo e lo bacio'  con un gomito poggiato nella mensola della finestra, guardava fuori con aria trasognante.
Tanto caldo e tremolio di alberi al vento. ti sbagli di grosso se credi non sia stata mai egoista,  ma molto presto ne avrai saggio..


domenica 28 aprile 2013

Still Life

A Palermo fa caldo, anche se sembra estate inoltrata siamo solo in primavera, immagino il mio laboratorio ormai distrutto in macerie di passato; era avvolto da manti verdi, sistemato in una collina da cui potevi vedere il mare. Nel fabbricato anni sessanta di cui erano rimasti solo i pilastri e la soletta, io e Fragile avevamo sollevato due pareti recuperando i mattoni caduti in giro, impastando sabbia e Creta. La parete principale, quella che sporgeva sulla campagna e sul mare, l'avevamo chiusa con una vecchia porta di ferro che abbiamo sistemato su due binari nella cornice della struttura principale. Un' altra piccola porta di ferro invece divideva una porzione di spazio chiuso con il resto del fabbricato ormai in decadenza, con tutte le pignatte della soletta spappolate. Tuttavia io è Fragile avevamo costruito in nostro rifugio all' interno del quale cominciammo ad accumulare tutto ciò che amavamo. Una porzione di spazio era dedicata alla musica, nella parete in fondo, posta al centro, c'era una Hollywood del millenovecentocinquantasei, ricoperta di un piallaccio in resina come perloid verde, ogni domenica io Fragile e Max ci riunivamo per suonare ed ero felice. Io suonavo la batteria, Max sedeva su uno sgabello alto con la seduta in legno che ogni volta regolava  al centimetro. Poggiava sempre la punta della Dr. Martine's destra sul tappeto, invece il piede sinistro era sul cerchio posto in fondo allo sgabello. C'è stato un periodo in cui portava ogni settimana un basso diverso che noi assaggiavamo come fossimo ad una degustazione di vini pregiati. Fragile dal canto suo faceva sfoggio di chitarre, amplificatori, testate, echi, effetti, microfoni cazzi e mazzi tutti d'epoca, rarità sopraffine nell'estetica e nel suono. Tra tutte menziono la testata Binson Echorec 2, ovviamente con valvole credo Telefunken, ma anni cinquanta, da farsi le seghe da adesso fino alla fine del mondo. Max ovviamente non era da meno, con un Marshall Jcm 800, valvole rigorosamente d'epoca fatte ricondizionare in Canada.
Nell'altra porzione di spazio c'era tutto quello che uno scultore sognerebbe d'avere. Negli anni
avevamo acquistato la qualsiasi, da flex al martello pneumatico, compressore, banchi da lavoro, sgorbie raspe, scalpelli, mazze frigoriferi anni cinquanta Fiat, pezzi di cose, spazzature varie, non è possibile fare una lista. Immaginate due banchi antichi in legno di circa tre metri ciascuno. Uno era destinato alla lavorazione del legno, ma noi lo utilizzavamo un po' per tutto, c'era una mola in ferro veramente antica, utilissima ma bella già di suo. Sulla parete invece tenevamo tutti gli arnesi di rapido utilizzo, quindi pinze, cacciavite, forbici...cose.
A dividere i due spazi un divano in velluto anni settanta. Tappeti, tavolini bassi, una collezione di sedie, una?
Poi il terremoto e poi l'incendio, poi la terra si e' squarciata e tutta la collina e' sprofondata dentro raggiungendo un fiume di lava sotterraneo.

Forse sono viva per miracolo.

sabato 27 aprile 2013

Flash# Still# You# Feel

Serpentoni di linee si propagano su binari di treno in movimento. La tua testa rimbalza sul vetro ma non ti svegli, sei come sprofondato in un silenzio d'assenza. Ormai disorientato dentro te stesso ti sei quasi perso e rigioniero del tuo corpo, minacci di uscire.
Esci ogni volta che congeli un immagine
Esci quando sei perso dentro, e dal tuo sguardo nulla può trasparire se non il tuo Aquario, povero di pesci.
Esci quando la tua immagine riflessa in uno specchio d'olio si distorce quando soffi sopra, ma non sono giochi di bimba.

Non ti sto sopravvalutando.




mercoledì 24 aprile 2013

Bombe d'acqua.

Respiro il tuo odore,
la luce di una macchina striscia il muro dalla finestra e mi pizzica il naso.
Respiro quella cosa buona e trattengo il fiato così non può uscire. Di cos'è fatta l'aria di qualcuno?
Posso vedere dentro quello che custudosci gelosamente, non ho bisogno di sapere, ma ti ascolterei a vita, e vorrei morire di silenzio per quanto ti sento.
Avrei dormito li, ma avevo paura di muovermi in quel modo e disturbarti.

Cado sempre dal letto, ma non lo dire a nessuno.

martedì 23 aprile 2013

The journey of my soul in Palermo.

Sai cosa volevo dirti, mi hai chiesto di scriverti in queste settimane di silenzio, ed io non l'ho fatto.
Ieri sera mi sono ubriacata e di nuovo tutta la mia tristezza è emersa come una bolla d'aria dallo stomaco, e di nuovo la trasparenza mi affascina più di prima, l'invisibilità. Sapessi come sto lottando, il problema però è che temo di stare sprofondando nuovamente nella mia stessa menzogna, quella di un sorriso apparentemente caloroso, ma che racchiude in se il desiderio di mascherare ciò che nemmeno io voglio far uscire da me stessa. Da quando ti conosco la mia analisi personale e diventata oltremodo maniacale. Ho capito che più manifesto la mia felicità, più sono triste triste.
Mi sento un morto che cammina, adesso più che mai, ho paura di sconvolgere la vita degli altri con questi miei eccessi emozionali che esplodono addosso alla gente come bombe d'acqua. Adesso finalmente sono circondata da miei coetanei. Sta di fatto però che ho l'impressione di essere troppo, e so che questo mi svuota l'anima, e mi lascia un vuoto dentro che mi fa vedere le cose brutte, ed io non le voglio vedere. Allora, se davvero esiste una strategia per alleviare tutto questo, mi piacerebbe trovarla perchè ogni giorno che passa io sento sempre più il terreno che si sgretola sotto ai miei piedi, e prima o dopo cadrò di nuovo, perchè in fondo, io, non vedo l'ora che accada.

martedì 26 marzo 2013

Take Me Somewhere Nice

Vivo in una casa con quattro ragazzi, provenienti da varie parti del sud italia, differenti per caratteristiche fisiche e mentali. Prima erano cinque, ma adesso Carmelo è andato via, con grande mio rammarico. Avrei voluto odiarlo un po' prima, ma non ci sono riuscita nemmeno quando con la coda dell'orecchio ho sentito il racconto che faceva della sua vendicativa ma sofferta uccisione di una volpe. Come una bambina che ascolta i racconti dei grandi da sotto il tavolo della cucina, avrei voluto che tutto questo continuasse ancora, ma tra poco meno di sei giorni Gesù resusciterà, allora sarà in grado di giudicare gli atti compiuti da tutti noi, insediandosi nelle nostre più recondite debolezze. Questa è sicuramente la frase giusta da dire se vuoi apparire stupidamente interessante, la ricetta per mediocri piccolo borghesi con velleità intellettuali. Gli ingredienti sono sempre gli stessi, ci metti dentro un argomento poco interessante ma con vene animaliste, un pizzico di decadenza ( che dà quella nota di erotismo solletichevole) e poi cristi, madonne, culi e merda.
Se sapessero quanto sono timida. ( Con questo ti compri pure il santo in paradiso).
La scorsa settimana ha chiamato Moussa, adesso Palermo e presto lontano da qui. Ma come faccio a convincere me stessa che tutto questo non è una fuga? Che voglio propagarmi come un'onda sonora attraverso i muri? Tutto quello che incontro resta sempre con me, e mi nutre, e mi manca, e mi distrugge, mi forgia, mi uccide, m'innamora, mi soffoca. Mi sento come i panni dopo la centrifuga.

Portami da qualche parte bella.

http://www.youtube.com/watch?v=luM6oeCM7Yw


venerdì 22 marzo 2013

P-V-P

Pavement in treno verso Palermo, tanto per tenere i piedi per terra. La giornata calda di primavera, l'affascinante tratta che collega la provincia messinese alla punta ovest della Sicilia percorre tutta la costa, così, esci da una buia galleria di San Piero Patti e ti trovi in un bacino di rocciame increspato di mare. Verruche di pietra che affiorano come denti dalle gengive,
sottosopra.