lunedì 27 febbraio 2012

La riappropriazione della città

Luciano Marabello, un mio amico architetto, mi ha fatto dono di questo video un po' di tempo fa....ora lo voglio condividere con chi occasionalmente si parcheggia in questo spazio.

La riappropriazione della citta - Ugo La Pietra

per vederlo, cliccate su questo link      http://vimeo.com/11457755

domenica 26 febbraio 2012

Vestiti a festa

Domenica
quale giorno della settimana scandisce meglio la pesantezza del viversi
sembra quasi che ogni abbandono sia stato compiuto in questo giorno che ogni debolezza venga manifestata così, nella più umana delle giornate. 
Non sopporto le debolezze umane, perchè ne sono vittima, come vittima sono di questa vita e non lo sopporto.
Ammetti di poter sbagliare a volte, ammetti che è possibile sbagliare, ma quel'è il margine dell'errore, e se esiste lo sbaglio, allora sarai tu sempre a dirmi cos'è giusto, ma io non ti credo, sei solo li con i tuoi capelli intrippati e ti mostri ingenuo, a volte saggio, mi sembri una superficie levigata da chi con maestria ha saputo raffinare una nuova parete, niente a che vedere con il marmo levigato dal tempo, il bronzo lucido per le carezze ricevute negli anni, sai molto, ma ciò che sai è inutile, ti è stato immesso. Quindi non puoi dir nulla se non a te stesso.
Giovane artista così pieni di boria, è con te che parlo. Non hai nulla da dire, nulla da raccontare, e le potenzialità per farlo. Non so come possa essere possibile. I ruoli si sono ribaltati, i grandi artisti raccontano in silenzio ed insegnano a nutrire l'intelletto, i piccoli pesciolini si pavoneggiano forti solo della propria stima...
...io sto meditando se buttarmi dalla finestra o soffocarmi col gas. 



domenica 12 febbraio 2012

Terre di Siena

Grandi campiture di colore adornano le mura dei palazzi Senesi e si sgretolano provati dal tempo.
Terra di Siena naturale ardere volle...io languì. Bruciata.
Immersi in queste polverose tonali che non somigliano a colori, è meglio rispettare questo mistico volere dettato dal suolo, ed abbigliarsi secondo naturali cromatismi assenti...e perdersi, scomparire in quelle crepe d'intonaco penzolante.

negli anfratti di piazza del campo

contrada dell'aquila

via di stalloreggi

via di stalloreggi

sempre lo stesso muro.


venerdì 10 febbraio 2012

Epitelio pavimentoso pluristratificato - Solaio

Disarmanti le connessioni che ci sono tra il tessuto epidermico umano e la stratificazione edilizia.
Epitelio pavimentoso pluristratificato, vale a dire travi in castagno, rete elettrosaldata e massetto, tre strati di morbidezza ( epidermide derma ipoderma) compongono una soletta, esattamente come quelli che compongono la pelle.
Grazie signora Baldi, che con la tua gentilezza ha deciso di rifare il solaio del bagno quando fuori c’è -5. Grazie anche di averci fatto morire di freddo stanotte, perché i muratori hanno lasciato un buco che faceva entrare il freddo dal suo appartamento. 


Epitelio pavimentoso pluristratificato, con accesso diretto al piano di sopra.



Particolare dell'epitelio pavimentoso pluristratificato...



Zoom...


Il varco siberiano...

Macchie cutanee con vene varicose a vista...nessuno è perfetto...





Qui rischio scossa...ma pare faccia bene alla pelle...:-)

sabato 28 gennaio 2012

tentativo di riempimento

Tristezza e una moltitudine di cose che si susseguono al giungere di un quando dettato solamente dal tempo. Un tempo stabilito da un chi.
Un traguardo stabilito eternamente e che sempre si sussegue nell'eternità che è stabile e non muta se non nello stabilizzarsi nel proprio niente.
Mi riposo adesso, dopo un lungo o breve spazio di tempo trascorso al fine dell'inutile. e una moltitudine di cose si susseguono a ripetizione. Questo è il tempo. Un limite per circoscrivere lo spazio vuoto delimitato da inutili fatti che lo riempiono e gli danno il suo nome.
Mediocre quest'insulsa riflessione, perchè mossa dalla mia noia che voglio a tutti i costi eleggere a tristezza, per renderla più interessante, ma è solo pigrizia d'intelletto.

venerdì 27 gennaio 2012

ASPETTATIVE

Aspettative...stupide illusioni dettate dal nostro ripetitivo senso dell'orientamento.
Li, dove ci si aspetta qualcosa che si sa, dovrebbe essere pazzesco, entusiasmante, all'altezza di ciò che tu avevi immaginato, si cela un universo di nulla.
Bisogna auto costruirsi al suo interno, ciò che avevamo progettato mentalmente, per riequilibrare il proprio io.
Ricominciare da zero ed ammettere di aver sbagliato. Smetterla di immaginare dove bisogna essere concreti.
Ma cos'è essere concreti? E' come si è dentro al mondo civilizzato, forse.
Il mio concretizzare non è mai concreto, è sempre sostenuto da strutture leggere e instabili, ma a volte mi crea dei problemi tra gli anfratti dell'esistere.
Forse sapevamo bene a cosa andavamo incontro, ma abbiamo preferito fingere e costruire un'aspettativa. E la delusione si manifesta più grande di prima.
Ma allora perchè ci lasciamo andare al tempo che corre...
Perchè ci lasciamo andare al tempo...
Perchè ci lasciamo andare...
Perchè ci lasciamo...
Ci abbandoniamo a qualcosa che non siamo noi e a cui non vogliamo appartenere...per desiderio di verifica? Per modestia...finta modestia, falsità.
Ci falsiamo per non sembrare troppo differenti dal resto, ma tra tutti c'è chi è come noi e ci riconosce, e ci si sente come scoperti dalla nostra maschera.
Aspettative...


sabato 21 gennaio 2012

Rituali inconsapevoli

La scorsa estate non sono stata a molti concerti, perchè grazie alla scatola magica, posso vedere in anticipo che tipo di musica suona il gruppo in programmazione, e decidere anticipatamente se andare o meno al concerto. Tuttavia ho notato in quei pochi gruppi che ho visto ed ascoltato, l'usanza di mascherarsi ad un certo punto dello spettacolo, spesso con maschere di animali. Anche quando mi trovo davanti ad un televisore, mi capita spesso di vedere persone mascherate da animali.
Un liberato in vita vive non necessitando di nulla,  quasi ogni individuo ha potuto provare almeno una volta nella propria esistenza questa sensazione. Si pensi ai musicisti, ai danzatori che si abbandonano in un luogo che non ha spazio e tempo; a chi si perde nell'attimo estatico dell'innamoramento...e chi si abbandona a profonde riflessioni contemplative divenendo ciò che riflette. Sembra così lontana la liberazione, eppure tutti l'abbiamo conosciuta seppur per poco, sappiamo inconsapevolmente cos'è, ma ciò non è tangibile, forse nemmeno descrivibile...quel che sto facendo io adesso, è un tentativo di creare un'apertura nelle vostre menti affinché possiate entrare dentro la sensazione, la vostra sensazione.
A volte compiamo gesti che inconsapevolmente sono veri e propri riti.
Un tempo gli uomini invocavano gli spiriti degli animali, per acquisire la loro conoscenza, imitavano la pantera nella foresta, il leone nella caccia...rituali sciamanici nell'attesa di essere attraversati dagli spiriti di quell'essere, per assorbirne il sapere.
Forse inconsciamente, quando indossiamo le maschere degli animali, e danziamo, suoniamo, quando li contempliamo, compiamo un rito perchè vorremmo essere come loro, acquisirne il sapere e la conoscenza, il loro innato istinto a saper far tutto...senza necessitare nulla. Cerchiamo la liberazione attraverso il loro spirito.
Immedesimarsi in ciò che si sta osservando attentamente fino a coglierne la pura essenza...questo è contemplare. Da piccola lo facevo sempre con le foglie degli alberi, le osservavo fino a quando queste tremolavano tutte e mi dimenticavo dov'ero, cosa fossi...ma poi qualcosa sempre mi distraeva.

Un liberato in vita non si distrae mai e resta sempre dentro quella bolla al di la di ciò che è fuori dal se stessi, concentrato dentro al proprio abito, ma perdendo la percezione della dimensione...

-Leggendo - Uscite dal mondo - di Elémire Zolla




foto presa da: